Nella giornata di mercoledì 14 gennaio 2026, la crisi in Iran è precipitata in una fase di forte tensione internazionale, con le autorità statunitensi che hanno intensificato valutazioni di possibili azioni militari contro la Repubblica Islamica. Fonti europee e Usa hanno riferito che un intervento militare potrebbe avvenire “entro le prossime 24 ore”, anche se la portata resta incerta.
Questa escalation segue settimane di vaste proteste antigovernative, che secondo gruppi per i diritti umani hanno causato oltre 2.500 vittime tra i civili e migliaia di arresti, mentre le autorità iraniane continuano una repressione durissima.
Negli ultimi giorni, gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno iniziato il ritiro precauzionale di personale militare da basi chiave in Medio Oriente, incluso parte dello schieramento alla base aerea di Al‑Udeid in Qatar, come misura di tutela in caso di conflitti diretti.
Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato alle agenzie internazionali di aver ricevuto informazioni secondo cui «le uccisioni dei manifestanti si sono fermate» e che gli Stati Uniti continueranno a monitorare la situazione prima di qualsiasi decisione definitiva. Tuttavia, fonti citate da Reuters indicano che la Casa Bianca mantiene comunque la preparazione di “opzioni forti” in risposta alla repressione.
Parallelamente, la Farnesina italiana ha confermato una riunione di crisi con Tajani e i principali vertici diplomatici, ribadendo l’invito agli italiani presenti in Iran a lasciare il paese se possibile, per motivi di sicurezza.
Da Teheran, intanto, il capo della magistratura ha sostenuto la necessità di processi rapidi e dure punizioni per i manifestanti arrestati, aumentando l’allarme internazionale per violazioni dei diritti umani.
La combinazione di crisi interna iraniana, minacce di ritorsioni, evacuazioni di personale militare e valutazioni di intervento esterno costituisce uno degli sviluppi diplomatico‑militari più delicati in Medio Oriente dall’inizio delle proteste. L’evoluzione resta estremamente fluida, con possibili ripercussioni globali sulla sicurezza e sulla politica internazionale.
.png)
